p 85 .

Per riflettere e discutere.

 1  .  "Non  appena qualcuno dice, parlando degli affari dello  stato,
  "che  m'importa?"  si  deve far conto che lo stato  sia  perduto  ".
  Spiega  il significato di tale affermazione di Jean-Jacques Rousseau
  che  cos  si  esprimeva nel Contratto sociale, inquadrandola  nella
  sua  concezione  politica.  Rifletti quindi  sull'importanza,  nella
  societ  contemporanea, della partecipazione alla vita  politica  da
  parte  dei  cittadini, indicando i motivi che possono, al contrario,
  generare disinteresse.

 2  .  "Parmi  un  assurdo che le leggi che sono  l'espressione  della
  pubblica   volont,  che  detestano  e  puniscono   l'omicidio,   ne
  commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini

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dall'assassinio,   ordinino  un  pubblico  assassinio".   Analizza   e
  commenta,  esprimendo la tua opinione sulla pena  di  morte,  questo
  passo,  tratto  dal  libro  Dei  delitti  e  delle  pene  di  Cesare
  Beccaria.

 3   .   Secondo   lo  studioso  tedesco  contemporaneo  Hans   Magnus
  Ezensberger,  i  fautori della pena di morte non sono  spinti  dalla
  convinzione  che  essa  protegga la societ dai  criminali,  ma  dal
  "desiderio  d'una  autorit assoluta con cui possano  identificarsi.
  Ci  che  vietato dall'individuo, la facolt degli esseri umani  di
  mettere  altri esseri umani "in grado di non nuocere"  -  quindi  di
  ucciderli -, gli  permesso in quanto membro della collettivit.  Da
  qui  deriva  la  curiosa mistica che accompagna la  pena  di  morte:
  quella  di un rito. Che questa una volta si eseguisse in pubblico  
  del  tutto  logico; la messa a morte a nome di tutti  non  pu  aver
  luogo  che  pubblicamente, perch tutti vi hanno la loro  parte:  il
  boia  non    che  il nostro esecutore". Esponi la tua  opinione  in
  proposito.

 4 . La nozione di progresso come perfettibilit indefinita dipendente
  dall'uomo,  ossia  come continuo miglioramento delle  condizioni  di
  vita  grazie al progredire della scienza e della tecnica, si afferma
  con  l'Illuminismo  ed arriva fino ai nostri giorni.  Cosa  possiamo
  intendere  oggi  per  progresso?  La  proiezione  verso  il  futuro,
  inevitabilmente  connessa con l'idea del progredire,  non  determina
  una  svalutazione del presente, esponendo al rischio di una continua
  frustrazione?  Si  pu  veramente  parlare  di  progresso  quando  i
  miglioramenti  da  esso prodotti non riguardano  tutti  i  popoli  e
  tutte  le  classi  sociali  e non tengono conto  dei  diritti  delle
  future generazioni?

 5  .  Con l'Illuminismo il principio della tolleranza si estese dalla
  religione   alla   pi   generale  libert   di   coscienza   e   di
  pensiero.  Cos  si  esprimeva  Voltaire  nel  suo  Trattato   sulla
  tolleranza:  "Detesto quanto voi scrivete, ma son  pronto  a  morire
  perch   possiate  continuare  a  scriverlo  [...].  Che  cos'   la
  tolleranza?   La   prerogativa  dell'umanit.  Dobbiamo   tollerarci
  reciprocamente,  perch  tutti  siamo deboli,  incoerenti,  soggetti
  all'incostanza  e  all'errore". Analizza le  seguenti  affermazioni,
  evidenziando  come con esse la tolleranza, sino ad  allora  sinonimo
  di  clemenza  e  di concessione, acquisti il significato  di  valore
  etico-politico  fondamentale per una societ  democratica.  Rifletti
  quindi   sulle  caratteristiche  della  societ  contemporanea   che
  rendono tale valore ancor pi essenziale.

 6  .  Cesare Beccaria, in un articolo scritto per "Il Caff", intesse
  l'elogio  della stampa periodica, affermando, fra l'altro,  che  uno
  dei  suoi  meriti  principali  la diffusione  di  notizie  che  "ci
  rendono  quasi concittadini di tutta l'Europa; queste  producono  un
  continuo  commercio  nelle differenti nazioni, e distruggono  quella
  diffidenza e quello sdegno con cui le nazioni solitarie guardano  le
  straniere".   Individua  gli  atteggiamenti  tipici  della   cultura
  illuministica che emergono da queste affermazioni. Considera  quindi
  se  anche  attualmente quella indicata da Cesare  Beccaria  sia  una
  delle funzioni dell'informazione.

 7  .  Molti intellettuali illuministi nutrirono un pregiudizio  verso
  l'istruzione  popolare; cos, ad esempio, si esprimeva  Voltaire  in
  una  lettera indirizzata a Simon-Nicolas-Henri Linguet,  avvocato  e
  pubblicista:  "Distinguiamo in quello che voi  chiamate  popolo,  le
  professioni  che  esigono un'educazione adeguata e  quelle  che  non
  richiedono     che    il    lavoro    manuale    e    una     fatica
  quotidiana.  Quest'ultima  classe  la  pi  numerosa.  Questa  come
  unico  svago  non andr che alla messa grande e all'osteria,  perch
  vi  si  canta, vi canta essa stessa. Ma gli artigiani specializzati,
  che  sono  costretti  dalle  loro stesse  professioni  a  riflettere
  molto,  a  raffinare il loro gusto, ad allargare le loro conoscenze,
  costoro   cominciano   a   leggere  in   tutta   l'Europa".   Questo
  atteggiamento  non  ti  sembra  in contraddizione  con  le  finalit
  dell'Illuminismo? Quali motivi possono averlo determinato?


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 8  .  In che cosa consiste la divisione del lavoro? Quali effetti  ha
  sulla salute psico-fisica dei lavoratori?

 9  .  Il  filosofo tedesco Immanuel Kant (1724-1804), uno dei massimi
  rappresentanti  della cultura settecentesca, esprimeva  la  seguente
  valutazione  dell'illuminismo: "L'Illuminismo   l'uscita  dell'uomo
  dallo  stato  di  minorit  che egli  deve  imputare  a  se  stesso.
  Minorit   l'incapacit di valersi del proprio intelletto senza  la
  guida  di un altro. Imputabile a se stesso  questa minorit, se  la
  causa  di  essa  non  dipende da difetto di intelligenza,  ma  dalla
  mancanza  di  decisione  e  del coraggio di  fare  uso  del  proprio
  intelletto  senza essere guidati da un altro. Sapere aude!  Abbi  il
  coraggio  di  servirti della tua propria intelligenza!   questo  il
  motto  dell'Illuminismo". Analizza il passo,  evidenziando  come  in
  esso   Kant  manifesti  la  consapevolezza  della  funzione  storica
  dell'illuminismo.  Rifletti quindi sulla  attualit  dell'invito  ad
  avere il coraggio di servirsi della propria intelligenza.

10  .  I sovrani di Austria, Prussia e Russia furono quelli che meglio
  di  altri recepirono certi insegnamenti dell'Illuminismo e cercarono
  di  applicarli ai loro stati. Per quale ragione essi,  esponenti  di
  regni emergenti, si affermarono come i maggiori riformatori?

11  .  Perch  non  fu  la  Francia, primo  stato  assoluto  e  centro
  d'irradiazione  dell'Illuminismo, a portare fino in fondo  la  lotta
  al clero ed alla nobilt?

12 . Quali erano i principali oggetti delle riforme?
  In che modo partecip l'Italia alle riforme europee?
